Palestre e prevenzione incendi

palestre4Quali norme si utilizzano per le palestre senza presenza di pubblico ??

Le palestre sono attività ricomprese al punto 65 dell’allegato I al DPR 1 agosto 2011, n. 151: Locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza superiore a 100 persone, ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 mq, classificati in categoria B fino a 200 persone e categoria C oltre 200 persone.
È stato introdotto il parametro relativo alla superficie lorda > 200 mq per impianti al chiuso, prima non presente, che si utilizza anche per le palestre prive di pubblico.La normativa da considerare è il DM 18 marzo 1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi, come modificato con il DM 6 giugno 2005).
Per gli impianti al chiuso di superficie superiore a 200 mq si applica l’art. 20 (Complessi e impianti con capienza non superiore a 100 spettatori o privi di spettatori).

Ricordo che per gli impianti sportivi al chiuso di superficie maggiore di 200 mq, esistenti al 7.10.2011, è prorogato al 7.10.2016 il termine per la presentazione di SCIA.
Per usufruire della proroga, dovrà essere presentato un progetto di adeguamento, ottenendo un parere positivo, entro l’1.11.2015.

26 Replies to “Palestre e prevenzione incendi”

  1. Buonsera
    sono all’inizio della mia attivita in campo della prevenzione incedio, vorrei chiedervi un parere a riguardo dell’attività 65 locali di pubblico spettacolo; praticamente mi ritrovo con un locale con capienza inferiore a 100 persone ma con superficie superiore a 200 mq, quindi rientra in categoria B.
    Il mio dubbio è in riferimento al TITOLO XI del DM 19 agosto 1996, il quale fa riferimento ad attività con capienza inferiore a 100 persone, enunciando il fatto che in questi casi si devono rispettare le disposizioni dell’allegato per:
    – disposizoni all’esodo del pubblico, alla statica delle strutture e all’esecuzione a regola d’arte degli impianti installati.
    Quindi in base a quanto detto mi pare che vada ad escludere tutte le disposizioni della reazione al fuoco dei materiali (punto 2.3.2), la resistenza al fuoco delle strutture (punto 2.3.1.) poiche nel TITOLO XI si parla di statica delle strutture
    Secondo voi ho interpretato bene il TITOLO XI

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    1. Effettivamente il titolo XI non è scritto molto bene. In particolare si limita ai trattenimenti e parla di occasionalità.
      Se la destinazione d’uso del locale di cui si occupa è di pubblico spettacolo, occorre applicare la norma nel suo complesso, compresi i requisiti di resistenza e reazione al fuoco.

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      1. Grazie per la risposta, quindi nel mio caso essendo una piccola discoteca devo applicare tutto il DM, anche se la norma dice ” per i locali con capienza non superiore a 100 persone, utilizzati anche occasionalmente per spettacoli…..” la parola ANCHE sembra includere la possibilità dell’occasionalità senza escludere il concetto di continuità di intrattenimento, quindi prendendo come criterio fondamentale la capienza inferiore a 100

        Grazie

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  2. Buongiorno ! Una palestra privata, aperta solo a membri di una associazione sportiva no profit, con meno di 100 persone, ma superiore ai 200 mq (compresi i servizi e gli accessori), è soggetta a prevenzione incendi come categoria 65.1.B ? In particolare va applicato il DM 19/08/1996 ? Grazie

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    1. Si, l’attività soggetta 65.1B comprende impianti e centri sportivi sia a carattere pubblico che privato. La norma da applicare è il DM 19.08.1996, articolo 20 (Complessi e impianti con capienza non superiore a 100 spettatori o privi di spettatori).

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    2. Come si osserva dalle diverse risposte, non vi è una ben definita interpretazione sulle palestre richiamate e/o palestre scolastiche utilizzate per allenamenti sportivi, sempre senza pubblico.
      Ho fatto delle ricerche tra le varie circolari emanate dai VV.F. e M.I. – lettere di chiarimento – valutazioni di esperti – ecc. e le interpretazioni non sono sicuramente univoche in particolare per i riferimenti al DM sugli impianti sportivi.

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      1. Una premessa di metodo: prima di utilizzare le normative è importante valutare la destinazione e l’effettivo utilizzo dei locali.
        Per le palestre si intende locali utilizzati per tale scopo. Per tali attività io non conosco altra norma, che non sia il DM 19.08.1996.
        Per le palestre ad uso scolastico si utilizzano le norme riguardanti gli edifici scolastici. Se le palestre scolastiche vengono utilizzate per attività sportive non connesse all’attività scolastica o attività agonistica diventano un impianto sportivo, per cui si applica la normativa DM 19.8.1996.

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    3. Come si osserva dalle varie risposte, le interpretazioni sulle palestre esistenti o attività consimili, non sono certamente univoche pur anche con il richiamo al DM sugli impianti sportivi.

      Ho fatto delle ricerche sulle circolari dei VV.F. e M.I. – lettere di chiarimento di vario tipo – interpretazioni di esperti, ma le interpretazioni che ho trovato non sono certamente univoche e risolutive, addiritura alcune sembrano in contrasto con altre dello stesso ente, pur mancando il riferimento al quesito posto. L’entrata in vigore della nuove linee guida non sembra abbiano, per ora, migliorato la situazione.

      Saluti

      Adriano Bulfon

      >

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      1. Confermo la risposta al commento precedente: prima di individuare la norma applicabile occorre valutare l’utilizzo dei locali. A mio avviso, invece, il DM 7 Agosto 2017 chiarisce la situazione, poiché le palestre sono comprese nei locali TA, destinati ad attività didattica.

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  3. Una ludoteca con numero inferiore alle 100 persone ma di superficie superiore ai 200mq è attività 65/B? Se si, essendo un locale di intrattenimento, credo che la regola tecnica applicabile sia il DM 19 agosto 1996 in particolare la lettera e del comma 1 dell’art.1.. Alla fine dell’articolo viene specificato che nel caso di capienza non superiore alle 100 persone si applicano le disposizioni di cui al titolo XI dell’allegato al DM che dice di osservare il capitolo relativo all’esodo, di garantire l’idoneità statica delle strutture e la conformità degli impianti. Ora non fa riferimento ne alla resistenza al fuoco ne alla reazione e pertanto, qualora l’attività dovesse esser soggetta, tali caratteristiche saranno certificate in funzione di una valutazione del rischio? Ora l’esodo previsto è 0.7 persone/mq ma le normative locali relative la progettazione delle ludoteche mi impongono 4 persone/mq. Faccio fare una dichiarazione al titolare dell’attività riguardo il numero di persone contemporaneamente presenti?
    Grazie

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    1. Una ludoteca, ovvero luogo destinato al gioco ed al divertimento, non si configura come luogo di pubblico spettacolo ne come palestra o impianto sportivo, quindi non rientra tra le attività soggette a controllo da parte dei Vigili del Fuoco.
      Se comunque (e correttamente), ci si pone il problema della sicurezza, suggerisco di applicare le indicazioni contenute nel DM 3.08.2015 (norme tecniche di prevenzione incendi).

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      1. Concordo con quanto da Lei affermato anche se però sul sito ufficiale dei Vigili del Fuoco esiste una risposta ben precisa relativa al fatto che una ludoteca superiore alle 100 persone ovvero di superficie superiore ai 200 mq è attività 65/B quindi identificata alla lettera e, comma 1 dell’art.1 del DM 19 agosto 1996 in particolar modo nel caso mio specifico essendo il numero di persone inferiore a 100 rientro nel solo titolo XI dell’allegato alla norma.
        Mi chiedo se il titolo XI (che rimanda alle sole prescrizioni relative all’esodo, la statica e la sicurezza degli impianti come citato nel DM 1996) debba essere accompagnato da una valutazione della sicurezza ai sensi del nuovo codice (dovrò pur certificare la struttura, la reazione dei materiali ecc ecc). Quanto sopra è stato ulteriormente confermato dal Comando.
        Grazie

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        1. Si, lo so. La ritengo una interpretazione piuttosto “spinta”. Comunque, se una ludoteca viene assimilata ad impianto sportivo (e non può essere altrimenti), si tratta di attività normata per cui si applica il titolo XI del DM 19.08.1996. Tertium non datur.

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  4. Corollario n. 2:
    Per evitare che una palestra sia soggetta alla regola tecnica di prevenzione incendi del DM 18.03.96, a prescindere dal numero di persone presenti, è necessario dichiarare che al suo interno non si pratica attività sportiva in conformità alle norme di una F.S.N., anche se parte dell’attrezzatura in dotazione fosse attrezzatura sportiva conforme.

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  5. Segue corollario n.1:
    una palestra priva di attrezzatura sportiva, fissa o amovibile e che sia conforme ai requisiti di una F.S.N.(p.es. pavimentazione in parquet, tabelloni da basket, porte da calcio a 5, linee di campo per tennis), non rientra nella definizione di “impianto sportivo” come riportata nel DM 18.03.96.

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    1. Allo stato della normativa, il punto n.65 dell’allegato I al DPR 151/11 definisce come attività soggetta “…impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza superiore alle 100 persone, ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 mq….” senza indicare ulteriori modalità e caratteristiche con cui viene utilizzata. Confermo che la normativa da utilizzarsi può essere il DM 18.03.1996 (che ritengo congrua) o i criteri generali di prevenzione incendi.

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  6. Desidero ricevere conferma che sono soggette all’art. 20 del DM 18.03.96 solo le palestre ove praticano allenamenti o gare le società sportive iscritte al registro del CONI e che svolgono attività in conformità alle norme delle rispettive F.S.N. ( cfr. art. 1 – “campo di applicazione” e ultimo periodo dell’art. 20 del citato decreto)

    Al contrario una palestra per bodybuilding o per riabilitazione fisioterapica, seppure rientrante al n. 65 dell’allegato I al DPR 151/11 qualora superi i 200 mq coperti, non è soggetta alla regola tecnica del DM 18.03.96.

    Grazie.

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    1. In effetti, il DM 18.03.1996 regolamenta impianti nei quali si svolgono
      manifestazioni e/o attività sportive regolate dal C.O.N.I.. Quindi per gli altri impianti, palestre ecc. è possibile applicare i criteri tecnici generali di sicurezza antincendio.
      Io comunque penso che l’art.20 del DM 18.03.1996 preveda misure congrue, precise ed applicabili.

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  7. Tra le ipotesi di palestre, vi è una terza realtà: le palestre quali aule di attività scolastica anche con superficie maggiore di 200 mq. A mio parere queste palestre non sono da ricomprendere e/o individuare nelle due ipotesi richiamate nell’articolo. Ovviamente senza utilizzzazione da parte di terzi con o senza pubblico.

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